Plinio il Vecchio e l'Olivo

Buongiorno, sono Plinio il Vecchio, non più in vita se non attraverso i racconti scritti dagli alberi poiché la carta altro non è che parte della vita di un albero. Ma anche questi olivi tramandano attraverso il vento, i loro semi, la mia breve storia perché sappiate che un albero non ha una memoria come la nostra, ma percepisce tutto ciò che ha intorno a lui e trasmette le sue informazioni genetiche anche se lentamente, costantemente agli alberi di tutto il mondo.
Vissi sino a 56 anni circa durante l'Impero romano e la mia fine giunse quando recai soccorso ad alcuni cittadini in fuga dall'eruzione del Vesuvio e purtroppo fui sommerso dalla lava.  Durante la mia vita, il mio spirito di osservazione si rivolse alle più comuni piante spontanee. Fui uno scrittore, naturalista, filosofo naturalista, comandante militareDi fronte ai continui atti distruttivi dell’uomo contro la terra, il mio sdegno, giunse a giustificare le reazioni della terra stessa che, violata, reagisce con terremoti e altri terribili eventi naturali. Le mie parole e considerazioni sono ancor oggi nel vostro tempo, di notevole attualità e sembrano prevedere i danni che comportamenti aggressivi e superficiali hanno procurato all’ambiente, distruggendone il patrimonio boschivo, coprendo di cemento estensioni di fecondo terreno, traforando monti e, assecondando la propria smania di velocità, abbreviando le distanze con sopraelevazioni che hanno deturpato per sempre vallate e campagne. Ma ora parliamo del mio olivo. Per l'olivo è molto importante il tipo di suolo e i fattori climatici, viene potato nello stesso periodo della vite, e sfrondato, con suo beneficio. Subito dopo viene il momento della raccolta e l’arte ancor più difficile di ricavare l’olio nuovo. Da una stessa oliva si ricavano succhi diversi, il primo dei quali è fornito dall’oliva verde quando ancora non è cominciato il processo di maturazione: questo è il più gradevole di sapore  Quanto più l’oliva è matura, tanto più denso è il succo e meno piacevole al gusto. Ma il periodo migliore per la raccolta, al fine di conciliare qualità e quantità, è quando l’oliva comincia a scurire  L’invecchiamento rovina il sapore all’olio, contrariamente a quanto accade per il vino, e al massimo può arrivare ad un anno. Quindi nonostante la minor produzione di olio, le olive verdi in fase di maturazione, hanno una durata più lunga e maggior qualità.  Uno sbaglio della raccolta consiste nel risparmiare, poiché, per evitare le spese che comporta la raccolta, si aspetta che le olive cadano. Coloro che adottano un criterio mediano, le scuotono con lunghi bastoni, danneggiando l’albero e rovinando la produzione dell’anno successivo. Esisteva infatti una regola antichissima per i raccoglitori di olive: «non strappare l'olivo e non percuoterlo».  L’olio ha la caratteristica di riscaldare il corpo e di difenderlo dal freddo, nonché di dare refrigerio alle vampate (mal) di testa. I greci, promotori di ogni vizio, ne hanno indirizzato l’impiego alla mollezza, diffondendone l’utilizzo nei ginnasi, i cui direttori, come noto, hanno venduto la raschiatura d’olio a ottantamila sesterzi. La maestà romana ha riservato all'olivo un alto onore, perché con esso vengono incoronati gli squadroni di cavalieri Anche Atene corona i vincitori con l’olivo, la Grecia li corona ad Olimpia con l’olivo selvatico. In decotto, le foglie dell’olivo curano le infiammazioni gengivali. Dal loro succo si ricava un collirio per curare le malattie agli occhi. La cenere dell’olivo unita a sugna cura le tumefazioni. L’oliva nera pestata giova alle bruciature. Queste sono solo alcune delle “ricette mediche” che io Plinio il Vecchio, scrittore del I secolo d. C., riporto nella sua mastodontica enciclopedia Naturalis Historia.